giovedì 21 agosto 2014

SE NON ORA QUANDO?CHI VUOLE RAFFORZARE (E CHI NO) LA SPINTA INNOVATIVA PER SVECCHIARE IL PAESE E LO STATO

Ad una mia annotazione provocatoria - perchè mai Pensalibero..pensa solo a fare le pulci all'iniziativa riformatrice (piuttosto risoluta(e per fortuna) di Matteo Renzi? - il direttore del periodico online fiorentino,Nicola Cariglia ha ritenuto di dover rispondere,anche con affettuose ed amichevoli espressioni nei miei confronti con un suo editoriale,"Ne rosiconi ne ingenui".Sciorinando tuttavia il consueto rosario dei pericoli che dalle riforme renziane deriverebbero alla nostra democrazia rappresentativa,con tutte le approssimazioni di dette riforme e senza i giusti contrappesi trai poteri.Preoccupazioni che possono considerarsi anche serie,se si ha però la pazienza di guardare l'opera nel suo insieme. All'editoriale di Pensalibero ho perciò risposto con la nota qui appresso riportata. A Nicola Cariglia x Pensalibero Caro Nicola, ti ringrazio innanzitutto delle parole di amicizia e di stima che ti ricambio pienamente.Vengo subito al punto.Io credo che dopo quanto accaduto negli ultimi decenni nella vicenda della nostra fragile democrazia ,e culminata con la pesante crisi economica dalla quale - al pari molti altri grandi paesi della Ue ,come vediamo in questi giorni - stentiamo ad uscire(per quel che ci riguarda,anche per lo squilibrio strutturale dei nostri conti pubblici),occorra un po’ meno cipiglio e forse un pò più indulgenza nel giudicare i primi passi dell’avventura renziana,peraltro premiata dal voto popolare con un inatteso 41%.Solo al debutto del Pd di Veltroni(sia pure con le alleanze sbagliate che l’accompagnarono)riuscimmo a vedere un 33 e rotti %.Le tue preoccupazioni circa i pericoli involutivi che dalle riforme renziane deriverebbero alla nostra democrazia rappresentativa mi sembrano francamente eccessive e anche premature.Certo che vi sono delle approssimazioni che andrebbero forse corrette nel nuovo disegno del Senato;ma aver tenuto fermo il principio della non elettività fissa ben in terra la pietra della fine del cameralismo perfetto.Poi si dirà che l’ostacolo ad una vera “semplificazione” non è solo lì,sta nella vischiosità e nella opacità dell’alta burocrazia.E questa è un’altra riforma da far camminare in fretta.E così via.Certo c’è la legge elettorale che va migliorata,forse con le preferenze,ma l’ideali sarebbero i piccoli collegi uninominali.Non so francamente quanto l’amico e compagno Chiti con la sua pattuglia di oppositori(peraltro in pessima compagnia politica:M5S,Lega,Sel) abbiano tenuto conto di questi aspetti. Vedo poi con sorpresa spuntar fuori un altro punto di critica.:Il patto del Nazzareno Renzi-Berlusconi. Benissimo,sono d’accordo,ma da un altro punto di vista.Vale a dire che si tratta di un alleanza puramente strumentasle stretta con una formazione chiaramente al tramonto e che vanamente si dichiara “protagonista” ed “in prima linea” della presente fase riformatrice.Ecco su questo credo bisogni far chiarezza per smontare miti fuori dal tempo e dalla logica politica.E qui proprio senza indulgenze e senza nostalgie di un passato rivelatosi semplicemente fallimentare. Credo in parole povere che assai meglio farebbero gli amici di Pensalibero a convogliare i loro sforzi e le loro ispirazioni – laico-liberaldemocratiche o,meglio,soc ialdemocratiche d’impronta europea - all’interno di questo Pd che sta imponendosi come forza autentica di sinistra riformista.E di proporzioni di tutto rispetto.Se non ora quando! Antonio Ciampaglia

1 commento:

  1. Manca com'è evidente,il testo della mia nota che è stato pubblicato in prima battuta da facebook e che sarà ripreso appena possibile-

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