domenica 14 settembre 2014

LA FESTA DEL PSI A CARRARA/CHE NON SIA SOLO IL PASSATO A PASSARE DI LA'

DOMENICA 14 settembre 2014 Sulla Festa Riformista o dell’Avanti(storico quotidiano del Psi oggi on line)conclusa a Carrara,sul blog :di Antonio Ciampaglia è stato pubblicato il seguente "asterisco": ”E' giusto che alla festa dei riformisti di Carrara - di quanti si sentano cioè orfani del movimento socialista e delle sue lunghe e troppo travagliate vicende – si voglia intitolare il meeting al: “ll futuro passa da qui! ".E' la legittima rivendicazione di una primogenitura che non si può certo abbandonare.Non prima tuttavia di aver fissato finalmente e con chiarezza la direzione di marcia della coraggiosa pattuglia oggi guidata da Nencini e che trova tuttora in maniera omogenea diffuse,seppur limitate testimonianze sul territorio,nelle diverse regioni. Ma può bastare ciò ad imbastire un discorso separato da tutto quello che - in tempi di accelerata globalizzazione - bolle in pentola su scala europea e mondiale dentro la socialdemocrazia ed il progressismo riformista?Detto in sintesi,occorre fare attenzione a che non sia solo "il passato a passare di lì".

giovedì 21 agosto 2014

Job Act,art.18 ed altre questioni di lana caprina...che si tolgono dal tavolo soltanto con qualche seria riflessione

Domenica 7 settembre 2014 - Leggevo un articolo - scritto a quattro mani da Michele Salvati e da altro valente collaboratore del giornale - sul Corriere che affronta il tema di incombente attualità del Job Act e di tutto quanto esso si porta dietro.In ispecie la "vexata quaestio" dell'art.18.Che è assieme uno spauracchio ed un tabù ideologico e propagandistico del più autentico repertorio archeologico in campo sociale e contrattualistico.Bastano le poche pacate considerazioni di Salvati a dimostrare che non serve accapigliarsi su questioni ormai... di pura lana caprina.Vediamole alla prova della loro pratica attuazione,per misurare nei fatti l'efficacia delle nuove norme;se esse veramente sono strumento utile ad incentivare le assunzioni in tutti i casi in cui i datori di lavoro sono economicamente motivati alle nuove assunzioni, e l'entità di queste chiamate al lavoro.Quanto agli effetti della mancata tutela dell'art.18 del venerato Statuto dei Lavoratori,vediamo come il meccanismo delle cosiddette "tutele crescenti" riuscirà veramente a salvaguardare quanti sono esposti senza giusta causa alla perdita del posto di lavoro.
A me pare sia un metodo che - in ultima istanza - sia validodo a giudicare ex-post il discusso e non di rado pasticciato riformismo renziano, prodotto a getto continuo,ad una velocità che talvolta assomiglia troppo all'improvvisazione.Metodo migliore è certamente quello di intervenire "ab ovo",migliorando laddove è possibile il contenuto dei testi legislativi.Per impedire che la fretta,chiamiamola così,faccia nascere gattini ciechi.

SE NON ORA QUANDO?CHI VUOLE RAFFORZARE (E CHI NO) LA SPINTA INNOVATIVA PER SVECCHIARE IL PAESE E LO STATO

Ad una mia annotazione provocatoria - perchè mai Pensalibero..pensa solo a fare le pulci all'iniziativa riformatrice (piuttosto risoluta(e per fortuna) di Matteo Renzi? - il direttore del periodico online fiorentino,Nicola Cariglia ha ritenuto di dover rispondere,anche con affettuose ed amichevoli espressioni nei miei confronti con un suo editoriale,"Ne rosiconi ne ingenui".Sciorinando tuttavia il consueto rosario dei pericoli che dalle riforme renziane deriverebbero alla nostra democrazia rappresentativa,con tutte le approssimazioni di dette riforme e senza i giusti contrappesi trai poteri.Preoccupazioni che possono considerarsi anche serie,se si ha però la pazienza di guardare l'opera nel suo insieme. All'editoriale di Pensalibero ho perciò risposto con la nota qui appresso riportata. A Nicola Cariglia x Pensalibero Caro Nicola, ti ringrazio innanzitutto delle parole di amicizia e di stima che ti ricambio pienamente.Vengo subito al punto.Io credo che dopo quanto accaduto negli ultimi decenni nella vicenda della nostra fragile democrazia ,e culminata con la pesante crisi economica dalla quale - al pari molti altri grandi paesi della Ue ,come vediamo in questi giorni - stentiamo ad uscire(per quel che ci riguarda,anche per lo squilibrio strutturale dei nostri conti pubblici),occorra un po’ meno cipiglio e forse un pò più indulgenza nel giudicare i primi passi dell’avventura renziana,peraltro premiata dal voto popolare con un inatteso 41%.Solo al debutto del Pd di Veltroni(sia pure con le alleanze sbagliate che l’accompagnarono)riuscimmo a vedere un 33 e rotti %.Le tue preoccupazioni circa i pericoli involutivi che dalle riforme renziane deriverebbero alla nostra democrazia rappresentativa mi sembrano francamente eccessive e anche premature.Certo che vi sono delle approssimazioni che andrebbero forse corrette nel nuovo disegno del Senato;ma aver tenuto fermo il principio della non elettività fissa ben in terra la pietra della fine del cameralismo perfetto.Poi si dirà che l’ostacolo ad una vera “semplificazione” non è solo lì,sta nella vischiosità e nella opacità dell’alta burocrazia.E questa è un’altra riforma da far camminare in fretta.E così via.Certo c’è la legge elettorale che va migliorata,forse con le preferenze,ma l’ideali sarebbero i piccoli collegi uninominali.Non so francamente quanto l’amico e compagno Chiti con la sua pattuglia di oppositori(peraltro in pessima compagnia politica:M5S,Lega,Sel) abbiano tenuto conto di questi aspetti. Vedo poi con sorpresa spuntar fuori un altro punto di critica.:Il patto del Nazzareno Renzi-Berlusconi. Benissimo,sono d’accordo,ma da un altro punto di vista.Vale a dire che si tratta di un alleanza puramente strumentasle stretta con una formazione chiaramente al tramonto e che vanamente si dichiara “protagonista” ed “in prima linea” della presente fase riformatrice.Ecco su questo credo bisogni far chiarezza per smontare miti fuori dal tempo e dalla logica politica.E qui proprio senza indulgenze e senza nostalgie di un passato rivelatosi semplicemente fallimentare. Credo in parole povere che assai meglio farebbero gli amici di Pensalibero a convogliare i loro sforzi e le loro ispirazioni – laico-liberaldemocratiche o,meglio,soc ialdemocratiche d’impronta europea - all’interno di questo Pd che sta imponendosi come forza autentica di sinistra riformista.E di proporzioni di tutto rispetto.Se non ora quando! Antonio Ciampaglia

sabato 24 maggio 2014

DIVAGAZIONI SUL TEMA ASPETTANDO IL VOTO EUROPEO ED I SUOI ESITI/MA CI SONO LE LEVE DEL POTERE NELLA STANZA DEI BOTTONI/A DIFFERENZA DEL CAVALIERE L'ATTUALE INQUILINO NON SI LAMENTA TANTO DEL FUNZIONAMENTO DEI BOTTONI QUANTO DEGLI ALTRI OCCUPANTI DEL PALAZZO(LA CASTA DEGLI ALTI BUROCRATI)

Si sta alimentando – ad opera di critici ed osservatori piuttosto dubbiosi se non di parte – un clima di scetticismo sugli sviluppi e soprattutto su gli esiti dell’avventura,come la definiamo in molti ma con significati non proprio convergenti,di Matteo Renzi a Palazzo Chigi..In altre parole, accade che i pronostici sugli esiti della missione riformatrice del Premier democratico vengano ormai quotidianamente filtrati attraverso una lente di ingrandimento non sempre benevola e disinteressata.Un esempoi significativo lo si trova,tanto per dire, nella linea che viene chiaramente seguita dal nostro principale organo d’informazione,nella capitale finanziaria italiana.non c’è neppure bisogno di nominarlo.Ancora stamattina il fondo di questo giornale,recava a firma di Alesina e Giavazzi,considerazioni che di fatto entrano a pieno titolo nel coro dei dubbiosi e degli scettici.Dei corvi e dei gufi – ed absit iniuria verbis per i due bravi e competenti colleghi milanesi - come direbbe il giovane ex-sindaco fiorentino,ora installato nella principale “stanza dei bottoni”Ma questi bottoni,ci sono poi veramente.Berlusconi ancora oggi nostalgicamente,da Cesano Boscone non fa altro che lamentarsi di non averli mai visti.Sicuramente una esagerazione “barzellettara” dell’inarrivabile raccontafavole di Arcore Sta di fatto che non è di questo che Renzi si lamenta,semmai del contrario.A mal funzionare sono gli altri occupanti del Palazzo – in senso lato,di tutti palazzi ministeriali di Roma Capitale – e per questo il giovane Premier è intenzionato ad usare forbici e bacchetta.

venerdì 16 maggio 2014

L'AVVENTURA RENZIANA PER IL CAMBIAMENTO DI CUI HA URGENTE BISOGNO L'ITALIA

E’ difficile dire se l’avventura renziama – quella di far compiere all’Italia il balzo in avanti,di”cambiar verso” in direzione della modernità e di un equo solidarismo nei rapporti sociali,dell’economia,in quello Stato-cittadini nel nostro Paese – stia veramente incontrando più difficolta di quante non se ne predevessero alla partenza nel febbraio scorso.Sappiamo tutti le diffidenze incontrate nel passaggio iniziale di un tale percorso ,cominciato col famigerato incontro al Nazzareeno con il “pregiudicato” Berlusconi per varare un patto – proprio così,con Berlusconi che in materia di patti appunto usa di norma non rispettarli – e che in effetti provocò da subito non poche smorfie o tic di disturbo,di diffidenza anche nei circoli più ristretti,ai piani alti del partito,dei suoi gruppi parlamentari,tra giornalisti ed intellettuali della galassia democrat,e soprattutto nella base Pd,nei suoi circoli ed organizazioni territoriali,sui posti di lavoro.Ma la ragione –fu spiegato non senza efficacia – risiedeva nel fatto che non si possono fare riforme a livello costituzionale o di legge elettorale rinchiudendosi nei recinti delle proprie maggioranze,come avevano fatto spensieratamente del resto in precedenti occasioni berluscones di tutte le risme e leghisti celoduristi o meno.Quindi con Berlusconi e con le sue sue, malconce oramai, truppe meglio che soli,dall'alto di ina sprezzante separatezza.Quindi con Berlusconi e con le sue sue, malconce oramai, truppe meglio che soli,dall'alto di ina sprezzante separatezza. Quindi con Berlusconi e con le sue sue, malconce oramai, truppe meglio che soli,dall'alto di ina sprezzante separatezza ?

sabato 10 maggio 2014

POLEMICA SURREALE SUI"TECNICI DEL SENATO"/SEGNO DELLA NON ORDINARIETA' DELLA PARTITA POLITICA ATTORNO A RENZI





APS – Anno XIX ( nuova serie ) n°670 di sabato 10  maggio 2014


 


POLEMICA SURREALE SUI “TECNICI DEL SENATO”/SEGNO  DELLA NON ORDINA= RIETA’ DELLA PARTITA POLITICA CHE SI STA GIOCANDO ATTORNO A RENZI



Roma,10/05714 – (Aps) - E’ quasi surreale la polemica che ha coinvolto in questi giorni con il Premier Renzi il Presidente del Senato Grasso.Stiamo parlando dell'ormai famosa nota dei tecnici di Palazzo Madama con i dubbi sulle coperture del decreto governativo per gli 80 euro mensili ai percettori di redditi dagli 8 ai 26 milioni annui.Pare indubbio come su di essa si  rifletta il clima di contrapposizione obliqua tra la linea riformatrice di Renzi ed un densa nebulosa di interessi che vi lavorano più o meno apertamente contro.Compresi settori minoritari dello stesso Pd che,sulle riforme istituzionali,dalla legge elettorale, ed ora al Senato sul drastico ridimensionamento della Camera Alta  stanno tenendo tuttora aperto un fronte di dissidenza verso Renzi e le decisioni siglate dal Pd stesso. Se così non fosse non avrebbe ragione lo scambio di accuse e controaccuse trai due campi.Compresa la ridicola intenzione di sporgere querela da parte di due esponenti,notoriamente “esuberanti”,della Destra,Calderoli e Gasparri.Tutto questo ha fatto parlare - a proposito della pacifica "rivoluzione" che il neoPremier sta tentando di portare avanti - di reazione conservatrice, se non di conservatorismo vero e proprio, da parte dei più disparati settori del mondo politico,di settori sociali,dell'economia,dello stesso sindacato,come si è visto a Rimini al congresso Cgil nei giorni scorsi.Ed il Senato - in occasione della discussione in Commissione Affari costituzionali del testo, concernente la propria decisiva rifoma, da portare all'esame dell'aula ormai dopo il voto europeo del 25 del mese - è stato il teatro più significativo di tali pulsioni conservatrici. Segno che la partita politica che si sta giocando oltrepassa veramente questa volta i limiti quietosi dell'ordinarietà,per così dire.


 


 


 


 


 


L’EQUAZIONE POPULISMO CONSERVATORISMO/L’INTRALCIO DA SUPERARE SULLA VIA DELLE RIFORME

 Roma,10/05/14 – (Aps) - Ed a proposito di conservatorismo - inteso in questo caso anche come ondata di resistenza sollevatasi anche in maniera trasversale dinanzi alle profonde novità che la iniziativa riformatrice impressa da Renzi al suo Partito,ed alla velocità con la quale egli ha cercato sinora di portarla avanti ed attuarla – una riflessione va certo fatta anche a proposito delle posizioni populistiche e demagogiche .Esse sono incarnate in un vasto panorama che dal fenomeno Cinque Stelle di Grillo che abbia mo avuto sotto osservazione nel blog del comico genovese e soprattutto in Parlamento,con le vacue e nichilistiche manifestazioni  provocatorie cui i selezionati alle cosiddette “parlamentarie” hanno dato vita in questi primi quindici mesi della legislatura.Nulla se non il desiderio di un crollo totale,sulle cui macerie erigere il loro immaginario ordine nuovo.E poi il populismo disperato di un Berlusconi,condannato seppure ai servizi sociali con modalità “soft”,ridotto ormai ad usurato catalogo di argomenti decrepiti,fuori del tempo.Nuove barzellette.In coda all’universo al tramonto del Cavaliere gli sforzi o le velleità di successione del Ncd di Alfano e Schifani,alla conquista del campo dei moderati.Non vale la pena parlare della Lega nella nuova versione Salvini-Maroni,autori più che altro di una interna resa dei conti nel movimento del Senatur.Uno scenario che conferma l’equazione :populismi uguale conservatorismi

venerdì 25 aprile 2014

IL RIBALTONE(NON NUOVO)DELL'EX CAVALIERE DELL'ACCORDO PER LE RIFORME/I SONDAGGI ULTRANEGATIVI PER LE EUROPEE E LA DISPERATA RICERCA DI UNA RISALITA.



Parte il mio nuovo Blog.Con un rapido aggiornamento sulla situazione politica alla luce della rottura del patto istituzionale con il Pd da parte di un Berlusconi che continua a fare affidamento,forse troppo ottimisticamenre questa volta per un leader della Destra stanco e pesantemente sconfitto,,sui suoi poteri carismatici per ribaltare a proprio favore la tenzone elettorale  per l'Europa intanto che lo vedrebbe scendere, e distanziato,al terzo posto,dietro il Pd il Movimento di Grillo.
Il dato di fatto è un vero e proprio rovesciamento degli accordi con il Pd ed il suo leader Renzi - sulle riforme istituzionali condivise dall'ex-Cavaliere nell'ormai famoso incontro al Nazzareno e ribadite successivamente in forma inequivoca - compiuto con apparente freddezza dallo stesso ieri sera a "Porta a porta",in uno strombazzato special del format tv Rai.
Ci sarebbe in realtà da aggiungere che bisognava aspettarselo, considerata la collaudata inaffidabilità del personaggio che ieri sera ha dato vita una nuova e decisamente peggiorata performance,arrivata evidetemente al culmine dello stato di disperazione in cui egli versa.Soprattutto dopo gli "esili" dati degli ultimi sondaggi che parlano di un 17% per la nuova "Forza Italia" che  ha voluto rimettere in pista, nonostante l'inerrestabile parabola discendente, prossima al definitivo tramonto, per la lunga e ingarbugliata avventura del nostro populismo di destra.
Il Premier Renzi ha fermato le fibrillazioni interne al Pd difronte al non del tutto inatteso dietro-front del Cavaliere,parlando di ansie e pruriti preelettorali che non devono portare alla tentazione di ribaltare il tavolo,come chiedeva già ieri Giachetti,Vicepresidente Pd della Camera,ed altri esponenti deemocrat.
I passi politici più attesi nei prossimi giorni, l'incontro messo già in programma tra il Premier stesso e Napolitano al Quirinale e la riunione,martedì mattina, del Gruppo democrat del Senato cui interverrà lo stesso Presidente del Consiglio.All'ordine del giorno, come  prevedibile,i mal di pancia e le iniziative poste in essere dal un certo numero di componen ti del Gruppo proprio in merito alla definizione in commissione Affari costituzionali del testo di ddl sulla riforma della Camera alta ,da portare alla discussione ed approvazione dell'assemblea di Palazzo Madama.